Energie Alternative

 

Le fonti energetiche rinnovabili
Si definiscono “alternative” all’uso dei combustibili fossili e del nucleare e sfruttano la forza dell’acqua dei fiumi e delle maree, il vento,il Sole, dei materiali organici e della geotermia.
E’ l’energia idrica che occupa il primo posto in assoluto fra tutte, circa il 16% della produzione elettrica mondiale ed è stata già impiegata per migliaia di anni dall’uomo che ne ha sfruttato il movimento per azionare diverse tipologie di macchinari. Da poco più di un secolo è usata per far girare le turbine delle centrali elettriche, specialmente lungo il corso di grandi fiumi. La Norvegia, il Brasile e il Venezuela soddisfano quasi interamente il loro fabbisogno nazionale con questa “fonte”.
Potremmo definire l’energia solare praticamente inesauribile, tuttavia il suo flusso è discontinuo per l’alternanza del giorno e della notte o per motivi metereologici. Le nazioni più fortunate sono naturalmente quelle con una latitudine più propizia tra nord e sud. La ricerca tecnologica sta puntando ad una ottimizzazione totale per il miglioramento della efficienza, dei costi e dei sistemi di immagazzinamento della sua energia.
Le enormi pale delle turbine eoliche in movimento sono lo strumento più efficace per produrre energia elettrica con le correnti del vento sia a terra che in mare. Anche qui le zone poco popolate e molto ventose nel mondo,specialmente nelle grandi pianure del Nordamerica o nel Nordovest della Cina sono le più avvantaggiate.
Con il termine biomasse si intendono materiali organici di animali e vegetali usati per produrre biogas o per sintetizzare biocarburanti di origine vegetale. Già impiegati a fine ottocento i biocarburanti furono accantonati a vantaggio del petrolio;spremendo e trasformando i semi di piante oleaginose si ottiene il biodiesel, mentre il bioetanolo si ricava dalla fermentazione di prodotti agricoli ricchi di carboidrati, es. cereali,canna da zucchero,frutta e patate. Per questi usi si comprende facilmente che molta terra può essere sottratta alla normale produzione alimentare accelerando la deforestazione e influendo sull’aumento dei prezzi degli alimenti; sarebbero i Paesi già poveri a pagarne le più dure conseguenze. Meglio quindi e più razionale è l’uso di biomasse di scarto cioè i rifiuti organici agricoli, quelli delle industrie agroalimentari e quelli urbani.
A completare infine è l’energia geotermica che è il calore già presente all’interno della Terra. Può essere estratto dal sottosuolo e positivamente sfruttato per produrre energia elettrica. E’ l’unica fra tutte a erogazione continua e con costi molto bassi, ma qui il problema sono le sedi idonee per gli impianti, che sono rare. Sono una trentina circa i Paesi al mondo che la sfruttano fra cui l’Italia.